Comune di TRASACCO
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APERTURA DELLA TORRE FEBONIO
Dopo secoli di inagibilità la Torre Febonio, simbolo della città di Trasacco, viene finalmente restituita nel suo splendore ai cittadini trasaccani e al mondo intero, i lavori di consolidamento e ristrutturazione erano iniziati nel 2003 dopo un primo restauro all'inizio degli anni Settanta. Si può visitare la torre dal 29 agosto fino al 2 settembre, all'interno, nei sei piani, è stata allestita una collettiva di pittura in occasione dell'evento e quale omaggio ai visitatori da parte degli artisti trasaccani.All'interno della Torre, nei sei piani, è stata allestita una collettiva di pittura in occasione dell'evento e quale omaggio ai visitatori da parte degli artisti trasaccani.
orario di apertura
29 agosto: dalle ore 18,00 alle ore 23,00
30-31 agosto e 1-2 settembre: dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 17,00 alle ore 23,00.Â
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FOCUS TEMATICO
TORRE FEBONIO (testo di Tito Lucarelli)
La torre Muzio Febonio, alta 27,50 metri, a pianta quadrata, con la parte terminale a forma cilindriÂca, è stata innalzata in tre epoche diverse, come chiaramente attestano le tre tecniche differenti di muratura.
La prima struttura di base, che si erige per circa un terzo dell'intera altezza della torre, ancora oggi chiaramente individuabile ad occhio nudo, con feritoie semplici architravate, dalla tecnica muraria più grossolana, alcuni studiosi la fanno risalire ad epoca romana o comunque sorgente su un nucleo architettonico di quell' epoca, forse il palazzo imperiale che Gaudio fece innalzare per l'imperatrice Messalina, quando venne nella Marsica per tentare l'impresa del prosciugaÂmento del lago. Altri storici, la fanno risalire al primo medioevo.
La parte mediana, caratterizzata da una cortina a blocchetti squadrati, dalle aperture bifore, dai merli rettangolari impostati a filo, senza apparato a sporgere, e dalla garitta (forse latrina) a sbalÂzo sul lato sud, si fa risalire a prima della fine dell' anno mille.
L'ultima parte a forma cilindrica, poggiante su tutta la struttura sottostante a forma di paralleleÂpipedo, con apparato a sporgere dotato di beccatelli a mensoloni ed archetti archiacuti del tipo presenti nelle architetture difensive rinascimentali delle rocche degli Orsini, Colonna e Piccolomini della Marsica, è senz' altro posteriore al sec. XIV.
La sua costruzione, dunque, nonostante il nome che porta, non fu opera dei Febonio. È probabiÂle che il nome derivi dal fatto che la suddetta famiglia l'ha posseduta ed utilizzata a suo comodo quale amministratrice a Trasacco dei beni patrimoniali dei Colonna di Roma, almeno a partire dal sec. XVI.
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Le notizie storiche certe più antiche sulla torre risalgono al X secolo e sono contenute nella croÂnaca Farfense e in quella Cassinense, quest'ultima redatta dal Cardinale Ostiense, rispettivamenÂte dei secoli X e XII.
La cronaca del cardinale Ostiense riporta notizie generiche sulla torre parlando di una invasione subita da Trasacco da parte di orde di barbari, gli Ungari, di passaggio nel centro Italia, nel 937, i quali bruciarono e rasero praticamente al suolo l'intero paese, compreso la Basilica dei Santi Rufino e Cesidio e la torre.
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La cronaca Farfense riferisce più specificatamente della presenza della torre nella "Villa Transaquas", dicendo che nell' anno 970 in detta torre si amministrava la giustizia. A quei tempi, infatti, sulla scia della prassi inaugurata dagli imperatori carolingi, a tenere i processi giudiziari era addirittura l'Imperatore o il Re o il Principe direttamente; e quando costoro erano impediti a presiedervi delegavano altri personaggi della Corte, i quali si recavano nei luoghi di competenza per tenere il "placito" (cosi all'epoca erano detti i processi) e rendere giustizia in nome dei manÂdanti. Carlo Magno aveva denominato coloro che venivano da lui delegati a rendere giustizia in sua vece "Missi Dominici".
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Ora, sulla base di quanto riportato dalla "Cronica Farfense" e della certezza storica dei "Missi Dominici", è ragionevole dedurre che "via Castel Missino", la strada in fondo alla quale è ubicata la torre", derivi proprio dal "Missus", ossia il giudice di giustizia. Da rilevare, inoltre, che la sudÂdetta torre da taluni è denominata anche "Castel Missino", ed è da ritenere abbia derivato tale nome proprio per la sua antica funzione di sede della corte di giustizia, fungendo allo stesso tempo da forÂtezza per la custodia dei giudicandi per colpe penali.
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La torre è stata sicuramente utilizzata come punto di osservazione sul lago di Fucino per preveÂnire e difendersi da eventuali attacchi armati, nonché come faro di riferimento per i pescatori che navigavano di notte sul lago.
II terremoto del 13 gennaio del 1915 ha causato il crollo di un'ampia parte della merlatura supeÂriore e l'apertura di varie crepe.
Ha subito un primo restauro all'inizio degli anni 70 e l'ultimo è iniziato nel 2003.
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                                                     (bibliografia "BIABBA' " di Quirino Lucarelli)Â
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